Lavorare come Cameriera a Londra: l’esperienza di Elisabetta

By on May 16, 2013

Abbiamo intervistato Elisabetta Sommacal,  che vive a Londra dove ha trovato lavoro come cameriera.

  • Ciao Elisabetta, ci puoi raccontare qualcosa di te?

Ciao sono Elisabetta Sommacal, ho 19 anni. Sono nata in una piccola città a nord est d’Italia, Belluno. Ho frequentato per 5 anni il Liceo Classico. Il 31 gennaio di quest’anno sono partita per Londra. Attualmente faccio la cameriera in un ristorante, ma inizialmente ho lavorato come ragazza alla pari.

  • Puoi spiegarci quali sono state le ragioni che ti hanno spinta a lasciare l’Italia e andare all’estero?

A settembre ho provato a Padova il test per entrare a Scienze della formazione Primaria. Non essendo risultata idonea, ho iniziato un altro corso ma dopo qualche valutazione ho capito non mi avrebbe dato sbocchi per il futuro. Questa è stata la ragione principale della mia partenza.
Gli obiettivi che voglio raggiungere vivendo in questa città sono principalmente imparare la lingua, sapermi muovere in una città grande in maniera autonoma e fare esperienze lavorative.

  • E’ stata dura lasciare l’Italia? Quali sono le cose che senti ti mancano maggiormente?

Lasciare l’Italia è stato difficile inizialmente, anche perché io mi sono ritrovata in una famiglia dove non sono stata accolta come speravo. Cambiando, e avendo trovato un altro lavoro, la strada è stata tutta in discesa.
Le cose che mi mancano maggiormente dell’Italia sono da ricercare nella quotidianità: stare con la mia famiglia, stare con gli amici. Diciamo le piccole cose.

  • Ora tuttavia sei a in un altro Paese. Hai trovato il tuo attuale lavoro velocemente? E’ facile trovarlo o ti sono state necessarie particolari qualifiche?

Io personalmente pensavo fosse più facile trovare lavoro in questa città, infatti dopo aver dato il mio curriculum vitae in molti posti e non essendo stata chiamata per il colloquio, ho deciso di rivolgermi ad un’agenzia. Tramite loro sono stata chiamata in un ristorante dove tutt’ora lavoro.
Ho notato che è molto più facile trovare lavoro se hai avuto altre esperienze lavorative, e certificazioni d’inglese (nella mia esperienza).

  • Sempre a proposito di Londra ti va dirci la tua? Mi spiego meglio. Vuoi sfatare qualche leggenda metropolitana? Oppure ci vuoi confermare qualche luogo comune riguardo Londra e gli inglesi?

Londra è una bellissima città, dove ti scorrono davanti ogni giorno possibilità che sta a te cogliere!
Gli inglesi hanno una concezione di vivere molto diversa dalla nostra. Ad esempio a me una cosa che è mancata particolarmente è stata la sensazione di “stare in famiglia”, sedermi ad un tavolo e poter parlare, ridere e discutere. Loro sono persone molto indipendenti che non danno peso a queste cose, che invece per me sono molto importanti.
L’unica pecca che Londra ha sembra una cosa scontata e facile da accettare inizialmente, ma dopo che ci vivi per mesi non lo è più… è il clima! Il cielo è quasi sempre grigio, il tempo cambia in continuazione. Fa molto freddo ed è molto difficile conviverci almeno per me.

  • Collegandoci alla precedente domanda, ci puoi dire quali sono le tue personali considerazioni ad esempio su costo della vita, vivibilità della città e ricerca di un alloggio…?

Londra è una città molto costosa, però c’è anche da dire che un lavoro umile, viene pagato molto di più che in Italia. Fatto sta che la vita qui è molto cara.
E’ una città organizzatissima per quanto riguarda i trasporti anche se è una spesa notevole in più che devi mettere in conto.
Per quanto riguarda la ricerca di appartamenti non è molto difficile, l’unica cosa negativa che posso dire riguardo a questo è che bisogna sapersi adattare a condizioni che noi italiani generalmente non conosciamo (pulizia della casa, ordine della casa ecc…), perché gli inglesi hanno una concezione di pulito e di ordine un po’ differente dalla nostra. 🙂

  • E circa il tuo futuro,pensi di far ritorno alla madrepatria o pensi che se tutto va bene resterai a vivere a Londra (magari per sempre)?

Io personalmente ritengo che al giorno d’oggi noi ragazzi dobbiamo essere disposti a viaggiare e a seguire i nostri sogni indipendentemente dal paese in cui potranno essere realizzati. Certo è che non mi dispiacerebbe in un futuro lontano tornare nel mio Paese per portare qualche novità ed avere un lavoro che mi apra altre porte e mi faccia realizzare altri sogni.

  • Quale consiglio daresti a chi per una ragione o per un’altra vorrebbe lasciare l’Italia e vivere esperienze più o meno a lungo termine in Paesi stranieri?

Io consiglio a chiunque di prendere una decisione “radicale” come la mia, perché ti apre la mente. Ti fa conoscere realtà diverse, ti fa affrontare difficoltà da solo, senza l’appoggio di nessuno; impari a vivere completamente in autonomia, quindi a porti limiti e concessioni.
Un altro consiglio che posso dare è di stringere i denti e non abbattersi alle prime difficoltà, perché le persone (soprattutto nel mondo del lavoro) non guardano in faccia nessuno. Consiglio infine di sapersi adattare a tutto e “prenderla con filosofia” (per esempio in relazione alla condizione delle case o ai coinquilini). Io rifarei subito tutto quello che ho fatto.

Marco Campo Bagatin


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