Storie di Italiani a Londra: l’esperienza di Noemi!

By on October 8, 2012

In questi giorni ho intervistato Noemi, ragazza italiana di 25 anni che lavora a Londra.

Noemi e il Tower Bridge

Originaria della provincia di Bergamo, tra un’esperienza all’estero e l’altra (Irlanda, Scozia, Spagna Inghilterra… and more!) ha studiato Turismo Culturale e al momento lavora presso la reception di un hotel della City.

Noemi ha inoltre accettato di diventare la fotografa ufficiale del nostro Blog, perciò tenete d’occhio le prossime “Foto della Settimana” perché con il suo contributo proporremo scatti da veri intenditori!

 

– Ciao Noemi, ci racconti un po’ delle tue  esperienze all’estero?

Ciao! Bene, devo fare un po’ d’ordine! Tutto iniziò dal primo esame universitario per cui mi ero preparata molto, ottenendo però un giudizio deludente a causa del mio inglese!
Decisi così di abbandonare per un po’ i libri e partire per imparare la  lingua sul posto. Scelsi l’Irlanda. A causa del mio basso livello di inglese e del mio status di studentessa squattrinata, l’ideale fu lavorare come ragazza alla pari in una famiglia che mi accolse da subito come se ne fossi un membro. Rimasi nelle campagne irlandesi per 4 mesi perché poi gli esami mi costrinsero al rientro, ma da quel momento qualcosa cambiò: non sono più riuscita a trattenermi troppo a lungo in Italia!

Poco dopo infatti  partì per la Scozia, dapprima come au-pair e in seguito aiutando in un B&B. L’anno successivo mi venne assegnata una borsa Erasmus che usai per un semestre a Siviglia. L’unica cura per il dolorosissimo post-erasmus fu ripartire nuovamente, sfruttando l’opportunità un internship che mi servì sia per ottenere crediti universitari che per fare ricerca per la tesi. Passai così tre mesi in Galles lavorando in un ostello. Dopo gli anni all’insegna dell’English full immersion, intervallati da una parentesi española, ho sperimentato la vita française ma solo con le brevi esperienze di una
vendemmia, che finì perché finì l’uva (e il vino!!); e di un lavoro
a Disneyland per il quale decisi di non rinnovare il contratto. Da fine
luglio vivo qui nella “Grande Mela” europea.

– Londra: amore a prima vista o incontro traumatico? Com’è stato l’impatto con la City, quali le prime difficoltà e quali le cose che ti sono piaciute subito?

Devo scegliere? Perché per me è… un po’ entrambe! La mia vita qua a Londra è un amore traumatico! Questa città ha il potere di rendermi ancora più lunatica di quello che sono già di natura! Probabilmente l’essere cresciuta in un paesino di 6000 anime per trovarmi ora in una metropoli di quasi 8.175.000, non poteva e non può lasciarmi indifferente.

Noemi nella notte della City

A volte non sopporto la gente che mi sta attorno, il loro calpestarsi e sorpassarsi  l’uno con l’altro, la loro fretta e indifferenza, a volte inumana. Il costo della vita qui è davvero alto e per un italiano, che magari non è abituato nemmeno a vivere in città, arrivare qui e sopravvivere senza un lavoro non è facilissimo. L’altra faccia di questa città, quella che mi affascina, è rappresentata dal suo essere multiculturale: guardarsi intorno e vedere persone provenienti dalle varie aree del mondo trovarsi nello stesso posto e venire trattati tutti nella stessa maniera. Nessuno che ti guarda dalla testa ai piedi, le opportunità ci sono per tutti se si hanno le capacità adeguate.

Londra mi sorprende ogni giorno, perché basta scendere a una fermata diversa della metropolitana (fuori dalla zona 1) per avere la sensazione di essere in un altro posto. Per non parlare degli innumerevoli parchi che offre, da quelli famosi a quelli meno conosciuti, che danno un senso di benessere e ti fanno dimenticare di trovarti nella Old Smoke. Inoltre, questa città è attiva: difficile annoiarsi! E qui le cose funzionano meglio: i trasporti, burocrazia, pulizia… .
Probabilmente solo una volta lontana capirò se prevale il senso di odio
o di amore!

– Perché la scelta di Londra tra le tanti capitali europee? Ti ritieni soddisfatta della decisione?

Non so bene il perché, in realtà ci sono vari motivi banali e non. Quando vidi per la prima volta la città con gli occhi di un’ingenua sedicenne, me ne innamorai e mi ripromisi di tornare per viverci!! A distanza di ben 9 anni eccomi qui! Londra è una meta molto gettonata e quindi altamente competitiva.
Forse sarebbe più facile stabilirsi altrove o forse no perché ciò che offre una città di questo calibro non può offrirlo una qualsiasi altra. L’ho sempre ritenuta un’occasione da cogliere, arrivando nel periodo adatto e con le giuste intenzioni. E sì, mi ritengo soddisfatta perché ho trovato quello che cercavo, anche se Londra non la vedo come una “città per tutta la vita”.

– L’Italia e il Regno Unito, quali sono le differenze più evidenti tra le due realtà?

Come ho scritto in precedenza, qui sono più organizzati, c’è meno discriminazione, più meritocrazia, procedimenti burocratici più snelli, veloci e puntuali.

– Hai qualche consiglio che daresti a chi cerca casa e/o lavoro a Londra?

Beh, di armarsi di pazienza e visitare vari appartamenti per farsi un’idea degli standard, evitando la zona 1 (troppo cara) o le zone al di fuori della 3 (troppo lontane). Per il lavoro chiaramente state lontano da chi vi offre il posto senza
colloquio o vi chiede di pagare uniformi e roba simile! Consiglio di sfruttare tutti i canali possibili: dalla consegna a mano a caricare il proprio CV online, dal rispondere agli annunci su website appositi all’iscrizione ai Job Centres (gratuiti). C’è chi vi sconsiglierà gli annunci online, chi la consegna diretta: voi provatele tutte e andate ad istinto perché ognuno ha la sua storia!

Ringraziando Noemi per la simpatia e la grande disponibilità, le auguro le migliori fortune lungo le rive del Tamigi… e dovunque la porti il suo istinto in futuro!

Luca Cattaneo


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