Le 9 cose per cui vale la pena odiare i flatmate. La 10 raccontatecela voi!

By on March 25, 2016

Se nei vostri piani futuri c’è il progetto di venire a vivere a Londra, sicuramente avrete già fatto qualche giretto sul web per farvi idea dei prezzi degli affitti e, se non siete particolarmente abbienti economicamente, sarete arrrivati alla conclusione che da soli non potrete vivere, ma sarete comunque entusiasti di condividere la casa con nuovi amici provenienti da tutte le parti del mondo. In quella reggia inglese, dove già vi immaginate grandi cose con i vostri nuovi amici nel cuore pulsante della più grande metropoli europea, scoprirete che saranno migliaia le cose delle vostre abitudini che vi mancheranno e che quei vostri nuovi amici, che da ora saranno flatmate, saranno quelli che più vi faranno innervosire. Non importa di che nazionalità saranno i vostri flatmate, nel 90% dei casi vi succederà di condividere l’appartamento con persone che in molteplici occasioni sballeranno completamente le vostre abitudini e le vostre comodità, e potranno capitare situazioni che interagiranno sul vostro umore fin dall’inizio delle vostre giornate.

Nelle nostri abitudini ci cose che apparentemente sembrano ovvie, ma che in realtà vi accorgerete che per alcuni non lo saranno per niente.

Ci sono condizioni di convivenza sicuramente più rispettose di quelle elencate e non in tutti i flat si potranno vivere queste situazioni, ma per rendere l’idea di quello che potrebbe succedere, ho creato l’elenco delle nove cose per cui vale la pena odiare i flatmate e ho lasciato spazio a voi per raccontarci qual è la vostra numero dieci.

 

Pentole e piatti sul lavandino

E’ la specie più diffusa nella capitale inglese, le probabilità di conoscerne le irritanti abitudini sono molto alte. E’ il genere di flatmate che nonIMG_5232 si permette di lavare le stoviglie che ha usato per cucinare, perché è arrivato a casa tardi dopo una giornata di lavoro pesante ed era così stanco che non riusciva proprio a lavare i piatti, così la sera quando dopo dieci ore di lavoro entrate in casa stanchi e affamati, vi fiondate in cucina con le idee precise sul da farsi ma aihmè, il lavandino è sommerso dell’intera collezione di stoviglie che avete in casa, così dovrete prima pulirvi le pentole di chi è stato ai fornelli prima di voi. Dopo aver finito, soddisfatti del vostro operato e con la pancia piena sono certo che avrete anche la buona creanza di lavare il tutto prima di buttarvi a letto, ma ecco che qualcuno arriverà a casa ancora più tardi di voi e anche lui sarà stanco e affamato, utilizzerà il necessario lasciando poi il campo di battaglia stanco e assonnato come la tradizione vuole e la mattina quando vi alzate per fare colazione e correre a lavorare, vi troverete una nuova montagna di stoviglie ammucchiate e le probabilità di ritrovarle la sera nello stesso punto sono davvero molte.

 

Peli e giallume sulla vasca

E’ il vostro momento di fare la doccia, no scusate il bagno, le doccie sono casi eccezzionali nelle case londinesi. Siete felici perché a breve vi sarete rinfrescati la pelle pregna di fritti e smog raccolti nella città, eccovi con un piede dentro ed uno fuori la vasca e toh lì che in quella discarica di confezioni di shampoo e saponi sparsi ovunque, vi saltano a vista, come quel gioco “unisci i puntini”, ciuffetti di peli umani che non sono riusciti a farsi risucchiare dal flusso d’acqua, sono sparsi a macchie di leopardo giacendo incollati sulla superficie della vasca semiumida e ingiallita. Prontamente li rimuoverete con il secco e consunto straccetto che è nell’angolo polveroso sotto il lavandino e non mancherete di spruzzare una buona dose di igienizzantee allo stesso tempo cancerogeno prodotto, lo stesso che premurosamente utilizzerete e respirerete dopo la vostra sessione di igiene personale.

 

Chi ha finito la cartaigienica?

L’impellente bisogno, come da sempre, arriva quando siete di fretta. Solitamente quando siete pronti per correre al lavoro e la tempistica è calcolata secondo studi scientifici da far quadrare l’orario per essere puntuali al vostro shift. Con lo scatto del velociraptor, vi fiondate nel primo WC libero, dedicando i minuti necessari alle vostre esigenze quand’ecco che a operazione finita, voltate il collo per strappare la meritata lingua di cartaigienica e quello che apparirà sarà un triste e solitario tubo di cartone abbandonato a se stesso. I rimedi saranno molteplici in quei casi e ad ognuno lascio le proprie competenze professionali in materia, ma, non esistendo il tanto amato bidet, il più delle volte dovrete andare in cucina a recuperare il vostro rotolone di carta assorbente nel vostro storage alimentare, ringraziando che non è questa la volta che i vostri flatmate ne hanno abusato e innervositi vi accingerete nella cloaca a completare le operazioni.

 

I rave party del friday night

I party in casa sono una delle diverse tradizioni londinesi per cui vale la pena vivere.

A differenza delle serate nei pub o disco bar dove si può conoscere persone sicuramente interessanti, cui difficilmente avrete occasione di mantenere un contatto e frequentare, il party privato raccoglie una cerchia di gente con cui è più facile entrare in confidenza e che potrà proseguire in una progressiva conoscenza e a Londra sono davvero tante le persone interessanti che vale la pena conoscere.

Questi party interessanti cui spero abbiate la fortuna di partecipare, purtroppo non saranno mai a casa vostra perché quel demente del vostro flatmate ha molti amici cui piace bere e ballare fino allo sfinimento e a turno organizzano un party nelle rispettive case dove qualcuno a volte a festa finita non è in grado di tornare a casa ed approfitta per dormire sul vostro divano e qualche volta se non cè posto anche per terra.

Il problema è che il vostro shift bimensile del sabato mattina alle 6 coincide proprio con il turno del party in casa vostra, cui sicuramente qualche volta vi farà piacere partecipare e bere qualche drink con nuovi amici, ma dove vi dovrete ritirare presto se volete tenervi stretto il lavoro e non credo vi sarà facile prendere sonno velocemente in quella casa fatta di muri di cartongesso.

Saranno molti i sabato mattina che dopo una notte di dormiveglia dovrete scavalcare sconosciuti cadaveri per raggiungere la cucina e fare una veloce colazione.

 

Lo stendino

IMG_5229I momenti che avrete a disposizione per fare una lavatrice prima di ritrovarvi senza più mutande pulite saranno davvero pochi e il più delle volte capiterà di doverlo fare nel vostro giorno libero o come si dice in italo-londinese il giorno OFF.

Va da se, che quando toccherà a voi, la lavatrice sarà occupata da qualcuno dei vostri flatmate che nelle più probabili delle ipotesi sono anche due giorni che l’ha dimenticata dentro e comincia a puzzare di muffa. Nella fortunata ipotesi che riusciate a fare le vostre lavatrici in quel giorno, ecco che si presenta un secondo problema: lo stendino. E’ talmente intasato di vestiti, giacche, magliette, maglioni, calze, mutande, asciugamani che vi chiederete se siano venuti a stendere a casa vostra tutti gli abitanti del quartiere. A quel punto dovrete usare l’ingegno macchiavellistico italiano e cominciare a stendere i vostri panni sparsi un po per tutta la casa, dal passamani delle scale alle maniglie delle porte, dagli impolverati elementi del calorifero ad una corda rimediata di fortuna, tesa nella vostra camera e, spesso, visti gli angusti spazi, sopra il vostro letto.

 

Il sacchetto della spazzatura

Quell’odore immondo che aleggia nell’aria, che crea una dubbia atmosfera, e che respirate tutte le mattine consumando la vostra fugace colazione, proviene proprio dal sacchettone nero della spazzatura nel bidone da 50L a fianco al lavandino. Al suo interno sono contenuti mutanti esseri viventi, venuti alla luce nel corso della settimana, grazie all’accoppiamento di molteplici e differenti generi alimentari di dubbia qualità e provenienza che si vendono impacchettati nei supermercati della città e che spesso vengono acquistati per pura ingordigia, ma dopo aver trascorso il loro limitato periodo di vita vengono abbandonati e dimenticati nel frigo o negli storage personali, finendo così interamente gettati nell’immondizia e li, lasciati a moltiplicarsi.

Prima che i topi – a Londra si dice siano circa 60 milioni – si accorgano dell’esistenza di quel gourmet, quel sacchetto toccherà a voi chiuderlo e gettarlo nei bidoni, perché se non lo fate voi, sarà difficile che qualcuno si ricorderà di farlo.

 

Il lavandino schizzato di caccole e dentifricio

Il lavandino è uno di quei posti dove ci piace prenderci cura di noi, lavarci i denti, le mani, la faccia, tutte le parti alte del corpo e insaponarci sentendoci addosso quel fiorito profumo di pulito, così, quando ci piace prenderci quei minuti, vorremmo farlo in un ambiente pulito. In realtà non sempre lo sarà. Succederà che da giorni alcune croste di dentifricio siano incollate al lavandino, dove ai bordi giacciono peli e peletti di chissachì e che cosa e, in alcuni casi si riscontreranno giallognole macchie dure pietrificatesi nell’elemento dopo una probabile vigorosa soffiata di naso. Senza battere ciglio vi adeguerete alla situazione, vi farete forza e proseguirete nelle vostre operazioni di igiene personale.

 

Le vostre cose

Nella condivisione di vita con altre persone si è solitamente responsabili di fare ognuno per se i propri acquisti alimentari e alcune volte di IMG_5226stoviglie che spesso nei flat mancano ma che a noi sono molto utili. Ogni flatmate, ha un proprio storage dove riporre le proprie cose ed è in quegli spazi che sono custodite le vostre abitudini. La confidenza amichevole che si prende vivendo insieme, spesso però porta qualcuno ad approfittare di dimenticarsi di fare alcuni acquisti e va da se che in casa ci si aiuta e spesso ci si passano favori. Ad alcuni queste dimenticanze si trasformano in vere proprie patologie, succederà spesso che il livello della vostra costosissima bottiglietta di olio diminuisca più velocemente del previsto, i vostri rotoli di carta assorbente magicamente spariranno, comparendo così nel comodino della stanza di qualcun altro, i vostri biscotti, che vi piace mangiucchiare prima di andare a letto, sono migrati nel lato storage del vostro flatmate, vi renderete conto che non avrete risparmiato nulla nell’offerta da venti vasetti di yougurt, perché tanto qualcuno magicamente si smaterializzerà dal frigo, così la vostra pentola, che tanto amate e vi siete comprati per farvi quel piatto che solo voi sapete fare, è sporca sul lavandino e gli evidenti cruenti segni provocati da stoviglie contundenti, ne mostrano la ormai mancata funzionalità di antiaderenza.

 

 

Disordine

Per quanto alcuni si rendano disponibili nel fare ordine, se non è una casa dove c’è un cleaner che pagherete dividendo le spese, ci saranno delle regole nella casa, una tra le più importanti è la rota settimanale per le pulizie e come turni di lavoro la troverete affissa nel lato del frigo della cucina dove sono scritti i nomi dei flatmate e le date in cui a turno devono pulire la casa. Alcuni sono delle vere proprie imprese di pulizie che renderanno la casa nel più decente e vivibile stato, ma altri faranno l’indispensabile senza metterci troppo impegno. Nelle entrambe le ipotesi è sempre un piacere respirare a casa profumo di pulito, ma soprattutto vedere le cose al proprio posto, anche se quest’idillio non durerà molto. Al termine del secondo giorno vi capiterà di trovare scarpe spaiate in giro per casa, valigie vuote vaganti, scatole misteriose davanti alle stanze, giacche di chissachì appese alle sparute sedie di cucina o sopra gli sgabelli, cerchioni, pneumatici, leve del freno ed altri ricambi per biciclette nell’angolo dei lavoretti, solitamente a fianco al cassetto dove sono riposte un paio di forbici, una pinza e un cacciavite e quel cassetto sarà o all’entrata sotto il contatore elettrico o in cucina, nell’area bollitore, microonde e tostapane. In bagno i rotoli vuoti di cartaigienica non si conteranno più sulle dita di una mano, tubi di dentifricio esausti e spappolati sotto l’ombroso specchio del lavandino, zaini un po’ qua e un po’ la e altre tipologie di oggetti che vanno a identificare gli usi e costumi delle diverse tradizioni da cui provengono gli occupanti della casa.

 

Per l’elenco di questi nove motivi, mi sono affidato ad una stima raccolta tramite diverse conoscenze nell’ambito londinese e tramite un piccolo sondaggio su diverse pagine facebook cui fanno riferimento gli italiani che vivono a Londra. Il decimo scrivetecelo voi. Raccontate la vostra esperienza per cui sarebbe dovuta valere la pena odiare i propri flatmate, perché li avete odiati davvero o nel caso in cui siate in procinto di arrivare a Londra, quali sono le cose che vi infastidiscono, cui non vorreste trovarvi a convivere nella vostra nuova casa londinese.

 

Martino Serra

 


Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *