Intervista ad Alice e Carolina a Londra: il progetto “Les2Coquettes”

By on October 16, 2013

In una calda e soleggiata domenica mattina di fine settembre mi trovavo nell’ East London in  Brick Lane,  dove vive uno dei mercatini più affascinanti e pittoreschi della metropoli londinese. Al mercatino di Brick Lane, nel contorno di un susseguirsi di odori e profumi di cucine multietniche, si può trovare di tutto, da quello che sono oggetti antichi di una Londra che non c’è più, a componenti elettronici di radio e computer, biciclette, pezzi di ricambio, dischi anni 60/70, passate e ricercatissime macchine fotografiche ed una vasta e svariata proposta di nuovi designer, sviluppatori  delle nuove tendenze di abbigliamento, che, in questo mercato, trovano con soddisfazione la propria realizzazione, riscontrando nel contesto delle nuove mode londinesi, un notevole successo. 

Tra le centinaia di proposte, nello stabile del Backyard Market, un’area al coperto di Brick Lane che dedica il proprio spazio ai nuovi designer, sono rimasto colpito da uno stand davvero unico, affascinato dalla particolarità di alcune magliette ed accessori davvero originali. Nella maggior parte di questi erano stampati dei cuori in tinte pastello, accompagnate da un tenero disegnino semplice e stilizzato di due dolcissime ragazze che si tengono per mano. La singolarità, nello stile del design, dei colori, della bizzaria, ha attratto subito il mio interesse e la prima sensazione che ho avuto è stata come di  gioia e simpatia. A tirarmi fuori un sorriso,  è stato il guardare le due giovani che gestivano il banchetto, di cui restai colpito per la notevole somiglianza con le due ragazze raffigurate nelle T-Shirt. Mi dissi che  dovevo assolutamente conoscerle.

Alice Silvestri di Urbania (PU) e Carolina Galeazzi di Roma, trentunenni, ideatrici del marchio “Les2Coquettes“, spiccano nell’immenso scenario dei nuovi designer londinesi, per la passione, l’impegno, l’estro, ma soprattutto per una ammirevole, silenziosa ed eccentrica stravaganza, sempre pronte nel progettare costantemente nuove idee, fatte di nuove forme, su nuovi colori.

Alice e Carolina si sono conosciute a giugno del 2007 in Italia, a Civitanova Marche, lavorando per il marchio Fornarina, la prima come graphic designer, l’altra come fashion designer; forse l’originalità, ma soprattutto la dolcezza che le contraddistingue dalle altre, ha fatto si che  l’affetto dell’una per l’altra, la reciproca voglia di cambiare qualcosa, di andare oltre e guardare più avanti, le unisse come la calamita attira il metallo ed è forse per questo, che ancora oggi, sono indispensabili l’una per l’altra, ma soprattutto, indivisibili amiche. Alice e Carolina hanno uno stile unico, solo ed originale, non ne esiste al mondo di entrambe una copia conforme; pensano le stesse cose, spesso nello stesso momento ed il mondo intorno a loro sembra avere un’altra dimensione, un altro colore. Questo loro mondo, dove sincerità e poesia hanno priorità assoluta, si rende concreto nelle loro produzioni artigianali di puro design, T-Shirt, borsine di tessuto, cappotti e calzini, dalle forme curiose, dove abbinano colori morbidi a disegni incantevoli.

Les 2 Coquettes è un marchio unico e sono diverse in rete le occasioni, per scoprire qualcosa di più, per tenersi sempre aggiornati sull’evoluzione di nuovi progetti,  come il loro sito internet  www.les2coquettes.com, in cui troverete anche un blog gestito da Alice e Carolina e la pagina Facebook  che viene aggiornata molto velocemente sulle ultime produzioni, che racconta spesso in tempo reale la loro posizione, attività e news. Ma poi anche su pinterest ed instagram, entrambe con slash (/) les2coquettes e la possibilità di acquistare online.

Ho trovato, la storia di Alice e Carolina una storia che meritava di essere raccontata, innanzitutto perché sono arrivate a Londra con un fondo economico davvero esiguo, ma la forza di volontà e l’amore che trasmettono, hanno fatto di loro, due impavide e coraggiose guerriere del fashion style londinese, senza vantarsi di esserlo, perché l’eccezionale complicità che unisce l’una all’altra, non le porta ad aspirazioni esibizionistiche, quanto invece ad una creativa comunicazione.

Come vi è sembrata londra all’inizio? 

I primi tempi ci si doveva abituare, l’abbiamo presa come una vacanza, Londra  sembrava un parco divertimenti.

Cosa avete trovato come primo lavoro?

Cuoche cameriere e fac totum in una creperia. Ora ci manteniamo facendo le nanny, le tate, Londra richiede qualcosa in più rispetto a quello che guadagniamo con le nostre produzioni.

Quali difficoltà avete incontrato all’inizio?

Non molte, abbiamo preso la cosa con calma, fatto un passo alla volta e poi arrivando insieme le difficoltà pesano meno, il problema di non conoscere nessuno all’inizio si pone, ma non è fondamentale se non sei solo.

Con quale fondo economico siete arrivate a Londra?

Non molto, il TFR della Fornarina.

Più di tremila euro?

Ehh..meeno..moolto meno!

Perché avete scelto di esporre  al mercato di Brick Lane? 

East London è la  zona riconosciuta per la sorgente da cui nascono le nuove mode, quella  in cui nascono nuovi artisti, dove anche i nuovi designer hanno più possibilità di realizzarsi, esporre le proprie idee e vendere i loro prodotti. In particolare noi siamo al Backyard Market che è nello stabile al coperto di Brick Lane che è proprio quella dove espongono solo nuovi designer e soprattutto nuovi marchi.

Ad altri mercati londinesi vi capita l’occasione di partecipare?

Spesso siamo agli eventi di Art & Craft,  come Crafty Fox Market a Brixton.

Perché non Camden Town?

A Camden ci capita di esporre, ma forse Camden è più per chi segue una moda già pronta, è più improntato a chi gira intorno al mondo della musica.

Come avete fatto ad ottenere un posto al mercato di Brick Lane?

Era il nostro obbiettivo, ci siamo informate tantissimo. Abbiamo capito come fare la richiesta e ci siamo riuscite.

Era il vostro obbiettivo da quando siete arrivate?

No, in realtà siamo venute a Londra per imparare meglio l’inglese,  diciamo come primo step, la meta a cui miriamo è New York. E’ diventato il nostro obbiettivo stando a Londra, Londra ci ha dato la possibilità di andare oltre e ci abbiamo provato.

Come nasce il progetto Les 2 coquettes?

Tutto è nato con un blog, un diario, una corrispondenza di due amiche che al momento erano lontane, ma un anno dopo si concretizza e prende forma in un marchio di T-Shirt e accessori per ragazze e donne

Da dove prendete spunto per le vostre produzioni?

Da quello che ci succede,  da quello che ci raccontiamo la sera prima di dormire,   da quello che capita durante una festa, ad una frase detta davanti ad un bicchiere di vino, magari guardando un film e mangiando biscottii, ma soprattutto dalle cose che ci divertono e ci fanno ridere.



Cosa volete trasmettere?

Semplicemente quello che siamo, quello che vedi nei nostri prodotti siamo noi. Ci piace gioire, cazzeggiare e stare bene poi ridiamo spesso e prendiamo la vita con divertimento, quindi vogliamo trasmettere soprattutto sorrisi.

L’espandersi di nuove proposte ed artisti a Londra, non sta portando ad una saturazione del mercato?

Se proponi qualcosa di diverso c’ è sempre spazio. A Londra c’è spazio per tutti, non sarebbe la città che è se non fosse sempre pronta ad accogliere nuove proposte, magari non a tutti va bene, logicamente la fantasia è quella più ripagata.

Ce la possono fare tutti a Londra?

Ci devi lavorare ci devi credere, metterci la testa e l’entusiasmo, chi non ce la fa è chi non gli va di fare niente.

Cosa offre Londra a chi genera idee?

L’opportunità, cosa che in italia non c’è.

E’ Londra che genera le idee?

No, sono le persone che generano idee, Londra è solo un ottimo contenitore e se ci lavori bene ti porta a qualcosa di buono. I creativi sono ovunque in ogni parte del mondo, dipende solo da te  da quanto sai usare la tua intelligenza, sfruttare le tue conoscenze e se hai voglia di fare.

Foste rimaste in Italia avreste potuto comunque realizzare il vostro progetto?

Forse no. O forse una parte, che poi in realtà non siamo ancora arrivate da nessuna parte, ma quel poco che è qui, in Italia sarebbe ancora un idea. Sai le idee le abbiamo da tempo, qui abbiamo solo trovato modo di svilupparle e farne realtà.

Che costi avete?

Affitto mensile che non è molto, la merce e la vita londinese.

Quali sono le maggiori soddisfazioni che vi ha dato Londra?

Il Brand. E’ come fosse “figlia nostra”, l’abbiamo desiderata tanto, l’abbiamo  cresciuta , vista crescere e vedere tutto realizzato è davvero  una soddisfazione e poi vedere qualcuno che indossa le tue cose è davvero una soddisfazione. Domenica, ad esempio, abbiamo venduto un cappotto a cui eravamo affezionate, con i pon pon tutti fatti da noi e cuciti a mano e vendere quello è stata davvero una grande emozione, ti da soddisfazione vedere la gente che indossa le cose che hai fatto tu.

Avete mai avuto paura di non farcela?

Sempre! – e si mettono a ridere entrambe – No, non è vero. Noi crediamo molto in quello che facciamo, più che altro è la voglia che abbiamo che è sempre di fare di più e la nostra paura è il tempo, il tempo materiale che scappa via, è la paura di non farcela coi tempi più che la paura di non farcela.

Siete mai state sul limite di mollare tutto?

No. Mai.

Qual è il piede giusto per partire in una città come Londra?

Andare con calma, fare un passo alla volta. Tanti arrivano a Londra senza conoscere ancora come ci si muove e vogliono fare tutto e subito, giocandosi tutto. Un passo alla volta è la cosa migliore.

 Novità imminenti?

Proprio questo fine settimana ci hanno chiamato  per alcune collaborazioni del marchio Max Mara, ad Harrogate, nello store, per  la linea “Weekend Max Mara” per cui abbiamo già avuto diverse collaborazioni  di  live painting session nei loro store a Notting Hill, eseguiamo istantaneamente dei live painting appunto, dentro i loro negozi per i loro clienti, disegniamo al momento sull’abbigliamento che i clienti acquistano.

Cosa vi manca di più dell’Italia?

La famiglia, gli amici, il sole, il mare i nostri cani e la cucina di mamma.

Cosa c’è a Londra che non vi da motivo di abbandonarla?

Ci siamo noi adesso.

Progetti per il futuro?

Mai smettere di sognare… e spaccare il c*lo.

Se doveste tornare indietro scegliereste sempre Londra?

Per iniziare si, ma come primo step, più avanti ci piacerebbe vedere altri posti.

Ovvero?

Noi puntiamo a New York, ci piacerebbe davvero tanto ma non è così facile, tanto pensiamo a fare bene il primo step qui a Londra, poi ci pensiamo.

Cosa manca a Londra?

L’opportunità di instaurare rapporti veri, amicizie vere, conoscenze se ne fanno davvero tante, ma la gente qui è tutta di corsa, non si ha un attimo per vivere serenamente il proprio tempo.

Avete un negozio on line o vendete solo al banco? 

Eccome! Per chi non avesse l’occasione di venire a trovarci la domenica al Backyard Market c’è la possibilità di scegliere ed acquistare i prodotti in rete basta andare su Etsy.com.

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Eravamo seduti a un tavolo dell Old Schoredicht Station, un conosciuto e leggendario pub, all’angolo tra Schoredicht High Street e Old Street. Ci siamo dati appuntamento alle 7pm,  di un lunedi  della prima decade di ottobre, a Londra quella sera cominciava a fare freddino. Alice, puntualissima era seduta al tavolo che ci aspettava  leggendo una rivista, io e Carolina siamo arrivati nello stesso momento. Ero emozionato di passare un paio di ore con loro, Alice e Carolina, trasmettono la voglia di stare con loro ed il desiderio di conoscerle,  è un qualcosa di forte che non hanno tutti. Io ho preso una birra, Alice una limonata e Carolina un the inglese, con il latte. Abbiamo cominciato a parlare e mi sono trovato subito a mio agio, abbiamo iniziato a ridere da subito. Poi ho attivato l’applicazione del registratore vocale del mio telefonino ed abbiamo iniziato a parlare di loro. La prima cosa che ho chiesto era di darmi una risposta per una, in modo da far parlare entrambe, ma loro hanno risposto che non importava, quello che pensa una pensa anche l’altra, le risposte sarebbero state comunque le stesse. E così è stato.

Ho mantenuto al cento per cento le risposte che mi hanno dato, ho solo dovuto fare qualche taglio, il comunicare con Alice e Carolina spesso porta a momenti di puro divertimento, risate e approfondimenti davvero interessanti, così, spesso, per ogni domanda, la risposta aveva molti più contenuti che ho dovuto purtroppo non aggiungere nel testo.

Trovo l’esempio di Alice e Carolina un onesto e sincero modo di intraprendere la vita londinese. Questa città fa sentire molto soli, sono tutti sempre busy, vanno di corsa, a volte, basta ti sfiorino sulla metro e mortificati ti chiedono un sorry, ma, se hai bisogno davvero, spesso, i londinesi fanno finta di non averti nemmeno visto. Alice e Carolina  hanno da subito capito di doversi sostenere l’una per l’altra e stanno riuscendo passo dopo passo nei loro progetti, la realizzazione del marchio Les2Coquettes è il risultato di tenacia, impegno e forza d’animo che Alice e Carolina hanno mantenuto e continuano a mantenere in questa Londra, in cui molti sognano di poter sfondare, pensando che sia la città a regalare la realizzazione del progetto, quando è solo lo spirito, l’impegno ed il sapersi muovere in questa città, che  porteranno alla realizzazione dello stesso.

Non dimenticate nel prossimo vostro viaggio a Londra di fare un passo al mercatino di Brick Lane e la domenica curiosare il banchetto Les2Coquettes,  sito all’interno dello stabile Backyard Market. Alice e Carolina le troverete impegnate nella produzione di una nuova linea, al disegno di un nuovo capo di abbigliamento, ma saranno li per voi, per proporvi la particolarità dei loro inimitabili prodotti.

 

Martino Serra



One Comment

  1. Nik gallo

    May 28, 2014 at 5:17 pm

    Ciao sono Nik
    Vi scrivo da Padova Avrei bisogno di un aiuto,vorrei fare conoscere la mia autoproduzione di lampade e non so a chi proporle.
    Visto la vostra esperienza vorrei che mi consigliaste a chi proporle.
    Spero di non avervi disturbate.
    Ci sentiamo.

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