Colloquio di Lavoro in Inglese: le domande “tabù”

By on May 19, 2015

Colloquio di Lavoro in Inglese: le domande “tabù”

colloquio di lavoro in inglese

Come forse gia avrete avuto modo di scoprire, i colloqui di lavoro possono rivelarsi molto stressanti, e si teme sempre di dover rispondere a domande difficili…ma ci sono anche domande che il datore non deve in nessun modo porre, e a cui voi avete tutta la legittimita di non rispondere! Per fortuna (o per sfortuna? 🙂 ) non capita di avere un colloquio ogni giorno e quindi e’ inevitabile che alcune domande possano mettervi a disagio. E’ comuque importante sapere quali sono permesse e quali no, e come rispondere senza raggiugere un punto di rottura con chi vi sta facendo il colloquio.

1. Is English your first language? Una domanda che forse uno straniero puo’ dare quasi per scontata e legittima da parte del datore, ma in realta’ e’ illegale ai sensi del discrimination act, come ogni altra domanda circa la propria cultura o etnia. Una possibile risposta puo’ comunque essere “I speak fluent English and I won’t have any problems communicating with clients, colleagues and supervisors”.

2. How old are you?Questa e’ una domanda che non deve mai essere posta dal datore, e nel rispondere possiamo anche concederci di rispondere per le rime. Una possibile risposta puo’ infatti essere: “I am of the legal age to be employed, may I ask you how this question relates to the role?”

3. How many sick days did you take last year? La risposta a una tale domanda puo’ far capire al datore se avete particolari condizioni di salute o disabilita’. In nessun modo deve essere una discriminante per l’assunzione! Il datore puo’ domandare al candidato se ha necessita’ particolari dovuti a disabilita’ dopo che gli sia stato offerto il ruolo.

4. Are you married? Chiedere informazioni sulla tua situazione sentimentale ed eventuali progetti familiari e’ un classico delle domande inopportune. Possono essere inoltre un metodo nascosto per indagare il tuo orientamento sessuale. Si puo’ rispondere con un diplomatico “I am a professional at separating my personal and work life”.

In generale comunque, sappiate che non tutte le domande “strane” sono illegali o inopportune e bisognerebbe sempre mantenere un certo aplomb nelle risposte. Se per esempio il datore vi chiede cosa fate nel vostro tempo libero e quanto vi dedicate all’alcool, non siete obbligati a rispondere direttamente a questa domanda, ma potete dichiarare che “I enjoy socialising with friends, but I like to keep my work and social life separate, and I care my leisure activity do not negatively impact on my job performance”.

Un mio consiglio? Pensateci due volte prima di accettare un posto di lavoro per cui vi sono state poste tali domande: gia’ in partenza, c’e’ qualcosa che non va!


Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *